I mille utilizzi dell’ananas

Oggi parliamo di un frutto che tantissimi amano e che usiamo spesso al bar: l’Ananas.

Ovviamente non vi illustrerò mille utilizzi di questo frutto, ma vedremo insieme come usufruirne senza scartare nulla.

Avete presente quella frase iconica che dice “e se usassimo il 100% del nostro cervello cosa succederebbe?”.

Ecco, cosa succederebbe invece se usassimo il 100% dell’ananas? Perché buttare via le bucce e la polpa inutilizzata? Lo sapevi che nelle bucce dell’ananas (come di tantissima altra frutta) ci sono molte sostanze nutritive che conferiscono sapore e aroma? No? Ora lo sapete.

Spesso quando puliamo un frutto o una verdura tendiamo a buttare gli scarti, perché diamo per scontato che sono parti non edibili e che quindi, non ci interessa lavorare.

Spesso è un fatto di cultura, di abitudini o più semplicemente non si pensa che le scorze, come le bucce o altro, possono essere utilizzate in modi che solitamente non consideriamo.

Così come ho scritto nell’articolo precedente, la menta come anche gli agrumi essiccati, possono diventare infusi, le foglie dell’ananas possono essere usate come guarnizione.

Il gambo stesso dell’ananas (la parte centrale, quella dura e fibrosa) ad esempio è zuppa di sostanze nutritive che hanno effetti benefici per l’organismo, più della stessa polpa! E noi solitamente la buttiamo. Ora vi darò qualche spunto e vi spiegherò come pulire un ananas senza scartarne nulla.

Per prima cosa tagliamo via dall’Ananas il suo ciuffo e lo mettiamo da parte, stessa cosa per il il fondo.

(figura 1 e 2)

Mi raccomando, mettete da parte ogni “scarto” perché vedremo in seguito come utilizzarlo.

Ora tagliate la buccia con delicatezza, senza portare via polpa al frutto, vi devono rimanere i “buchi” che andremo a togliere in seguito. Cercate di seguire la linea dell’ananas quando lo tagliate.

(figura 3)

Il taglio della buccia non deve essere pulito, vedremo in seguito come togliere quello che rimane della buccia in semplicità.

(figura 4)

Esattamente come descritto prima , questo è il risultato che dovete ottenere alla fine. (figura 5)

Adesso vediamo come levare senza scartare troppa polpa le parti in eccesso della buccia rimaste.

Seguendo la linea obliqua, basta fare una piccola

incisione a “V” per togliere gli “occhi” e pulire in maniera perfetta il vostro ananas, con il minimo scarto.

(figura 6 e 7)

Questo è il risultato che dovete ottenere alla fine, tenendo da parte tutte le eccedenze. (figura 8)

Ora staccate le foglie più belle del ciuffo, lavatele e pulitele adeguatamente.

Utili come guarnizione possono essere usate al momento, congelate o essiccate. (figura 9)

Ora tagliamo l’ananas a fette scegliendo lo spessore che più ci aggrada. (figura 10)

Con l’ausilio di un banalissimo stampo per biscotti, facendo pressione con la mano, togliamo il nocciolo centrale dell’ananas, che rimane fibroso e poco gradevole. Ma attenzione! Come vi ho detto, non buttiamolo via, ma teniamolo da parte, visto che è una delle parti che contiene più nutrienti del frutto. (figura 11)

Il risultato che dovete ottenere è quello nella figura 12. Gli scarti della polpa e del nocciolo potete essiccarli per creare infusi, oppure infonderli in alcool (dopo averli spezzettati a dovere) per creare un distillato aromatizzato.

In alternativa potete estrarli o centrifugarli per ottenere una bibita che potete correggere con zucchero a piacere!

Una volta ottenuta la nostra polpa pulita e utilizzato la parte del frutto non gradevole come spiegato sopra rimane solo da sfruttare la nostra buccia. Come? Dopo essere stata pulita e lavata a dovere la si può essiccare per creare guarnizioni o infusi. (figura 13 e 14)

In alternativa la si può infondere in acqua , per creare un acqua di benvenuto, oppure si può utilizzare la scorza mettendola sotto zucchero, per aromatizzarlo all’ananas, grazie agli oli essenziali e alle sostanze nutritive in essa.

(figura 14)

Come promesso a inizio articolo abbiamo quindi pulito in maniera ineccepibile un ananas, e ne abbiamo utilizzato tutti i componenti, non buttando nulla, permettendo di avvicinarci sempre di più al concetto di “zero waste”.